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17 giugno 2007
posted by l'artista at 9:36 PM | Permalink
STASERA
E se anche stasera c’è la consistenza leggera di un filo di spago intorno al polso
ed un sapore nuovo sulle labbra,
l’antuca amarezza letale come veleno denso [perchè?]
si insinua nella gola
e lacrime stupide
bagnano un volante che gira sotto una stretta convulsa
di mani che, se potessero, stasera ucciderebbero. [dolorosamente]

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23 maggio 2007
posted by l'artista at 8:57 PM | Permalink
VOLUTTA'


Il sapore di questa sera è stare in panciolle sul letto con una vestaglietta di lino a leggere un libro, con un bicchiere di chicchi di caffè ricoperti di cioccolato sul comodino.

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03 aprile 2007
posted by l'artista at 7:48 PM | Permalink
IL RITORNO DEL FIGLIOL PRODIGO

E il mio cuore di nuovo sul gradino di pietra, sotto l'alto portale d'onore.

E trasaliscono le ceneri tiepide dell'uomo dagli occhi di folgore, mio padre.

Sulla mia fame, la polvere di sedici anni errabondi, e l'inquietudine di tutte le strade d'Europa

e il rumore delle grandi città; e le città battute dalle onde di mille passioni nella mia testa.

Il mio cuore è rimasto puro come il Vento dell'Est nel mese di marzo.


 
13 marzo 2007
posted by l'artista at 5:51 PM | Permalink
BUDAPEST

Ho visto la città dal suo punto più alto.
Ho navigato di notte sul Danubio.
Ho visto da un battello le mille luci della Budapest notturna.
Ho parlato con un senzatetto.
Ho lasciato che il vento e la pioggia mi soffiassero addosso senza giacca nè felpa.
Ho fatto da interprete tra la prof e una guardia del Parlamento per farci entrare.
Ho pianto in silenzio durante la notte.
Ho fumato una sigaretta.
Ho osservato il fiume seduta su un muretto alto una decina di metri ed era come volare.
Ho odiato amici importanti.
Ho mangiato del gulasch e l'ho trovato delizioso.
Ho giocato a lupus per delle ore e ci siamo divertiti come dei cretini.
Ho imitato il dottor Zoidberg di notte nel corridoio dell'hotel con in testa una maschera da formica.
Ho fatto scherzi ai miei compagni.
Ho cercato e trovato conforto nelle braccia e nelle parole di un ragazzo per un giorno intero.
Ho desiderato che questa maledetta gita finisse il più presto possibile.
Ho desiderato che questa ultima gita non finisse mai.
Ho lasciato una realtà che non era la mia per rigettarmi in una che sento ancora meno tale.
Ho fatto ritorno in una Brianza che non ha altro da darmi se non botte, calci, e pugnalate.
 
04 marzo 2007
posted by l'artista at 1:00 PM | Permalink
STREAM OF CONSCIOUSNESS
è semplicemente perchè qualcosa importante ma lo sa me l'ha già detto perchè c'era sto coso qua sono curioso...........................................ehehehehe dai smettila cazzo piantala oh figa la pianti dai la pianti la pianti piantala ahahaha che te la pianto ahiuahiu dopo mi dai l'indirizzo della puddu lei si è confidata con me in versione cosa non ho mai detto inversione dedo il peto neto veto vuol dire che è pulito e anche incazzoso dai oh ahahahahahaha azzoooo smettila mmmmm prendila prendila un video siiiiiiiiiiiii ahahahahaha è la nuova song di avril yeah oooohhhh che palle yeah l'ho detto prima che palle chi l'ha detto ahahahaha io l'ho detto ohoho no tu l'hai detto joyce figa però mi avete bbasta con otto b b bi ho detto non b ahahah cioè ma hai presente quando ti leggi sta cosa devi scriverlo due volte buuuuuuu non sei capace dai dobbiamo parlare che lei si rincoglionisce cellulare sulla panchina del cane di cosa sul bellissimo libro del globo terrestre quinta edizione ma perchè non c'è lunedì tagliabue neanche martedì l'ha detto cagando ma con chi è che va tu non puoi parlare tu scrivi scriviiiiii maiuscolo scrivi per favore con la cla la cla sfigati scusa rileggiamo per favore dai oh no dai dai di minore oh minchia oh non si sente minchia oh bella zia non ho detto cazzara burp scusate eh è la fede cosa la fede è mongoloide si ma io ho aperto qua chiarisciti le idee minchia se le deve chiarire lei che schifo i can be your girlfriend sembra hilary blasi no come si chiama paris hilton paris clinton ma ti rendi conto oh ma la smetti ho figa ci rumpisti i cugghiuni con la stessa velocità però se non dico domanda per adesso accontentati sta verifica di scienze sono importanti forse più in là con gli anni cioè vuol dire che la mara prende otto non me ne frega un cazzo esistono altre possibilità mi piacerà no ahah mi piacerà basta abbiamo finito evidentemente no è bellissimo tu non potevi ancora che parli sei spagnolita sono le sette meno dieci e non lo so a fare ste cose io vado a fare la cacca non è male fa schifo dopo me la mandi questa ti prego no dai fatto cacca breve ma intensa uuu iuuuuu uuuiiii uuuuuuu cazzo metto stasera che pacco nananana your ladie non so prova a vedere metto questa punto tanto ma ancora ma cos'è deve andare avanti all'infitino leopardi ha rotto i coglioni ehehehahaha deihihohu ma le facce non le può metteree la faccia ahahahahahahah tu non puoi muta devi stare camurria ma cosa accetta chi se ne frega non c'è nessuno senza scarpe bidelle no veramente nessuno ha detto bidelle fede pazza cesco continua a prendermi cioè nel senso parla lui i coglioni fanculo stronzo vaffanculo del più e del meno merdone oh oh merdona joyce basta ecco appunto ahahah mmm assatarrà aprì quel coso lungo a muzzo aspetta come lungo a muzzo apri forse tutto apri era la domanda indiscutibilmente parole singole meglio che alla finestra una questione già risolta che ti sei buttata giù in realtà come ti è stato detto è sicuro BURP che schifo ale minchia sembravi la fede non ho digerito migliorerà la situazione io io io ecco bella zio io ridici sopra uahahahah sgrunf eh ha ruttato eruttato sei un'intrusione plutonica un girino non scegliere agisici con freddezza cazzo ti ridi buscofen non esagerare però uuuuuu uiiiiiuuuuu io son vestita tu sei nuda posso vestirmi qua era tutta impressione cazzi suoi stavo pensando quanto dieci euro ti bastanto più no dici più scalano...

[un pomeriggio a casa dell'Ale prima di andare alla festa. Free indirect thoughts. O forse solo pura e semplice deficienza.]
 
09 febbraio 2007
posted by l'artista at 5:49 PM | Permalink
MENS INSANA IN CORPORE AEGRO
Ed eccomi di ritorno dal mondo degli individui troppo-fighi-per-ammalarsi-e-invece-se-la-prendono-in-quel-posto-nel-momento-meno-opportuno.
Sì, insomma, da qualunque parte si voglia guardare la faccenda, è palese che la causa dell’imperante influenza che mi ha inchiodato a letto per tre giorni di fila con la sola compagnia di me stessa, un rave party clandestino tra le mie rimanenti (e scarse) sinapsi funzionanti e un roditore con manie suicida è da attribuire all’eskimo.
Guardalo. Innocentemente appeso all’attaccapanni, perfettamente calato nel suo ruolo di inerte cappotto verdone.
Portavo solo un eskimo innocente”, diceva Guccini. Beato lui. Io mi sono beccata un eskimo assassino con le prese d’aria sotto le ascelle (il che spiega la provenienza degli spifferi d’aria polare; svela il mistero delle mie ascelle sempre fresche di giornata anche quando passavo davanti alla doccia salutandola distrattamente e dà un perché alla pelle d’oca spessa circa dieci centimetri che ormai costituisce un ecosistema a sé stante).
Ma comunque.
La cosa più inquietante non è tanto il fatto che il medico di famiglia non si sia scomodato a venire a visitarmi e mi abbia soltanto elargito qualche perla di saggezza via telefono -rimane il mistero di come abbia fatto ad interpretare le mie risposte in venusiano (sempre sostenuto io che quell’uomo è meno sano dei pazienti che cura)- quanto l’accorgermi che tra una tachipirina e l’altra (cioè circa ogni 4 ore) i fantastici principi attivi del farmaco –sempre sia lodato- intervenissero come una quotidiana pula guastafeste a riportare in riga i miei (irrimediabilmente bruciati) neuroni quel tanto che bastava a permettermi di pensare.
Ora. Io dico: che uno con 40 di febbre si guardi Apocalypse Now versione estesa con tanto di contenuti speciali, tagli ed interviste al regista-aiutoregista-fonico-guardarobiera-zio dell’imbianchino del camerino del primo attore ci può anche stare, basta premere quel simpatico tastino riportante un quadratino nero e l’accattivante scritta stop prima di andare in esaurimento e, appunto, stop, fine, basta, ciao ciao a Marlon Brando, Robert Duvall e compagnia bella.
Ma come fai a premere il tasto stop nella tua testa? Chissà perché, ogni volta che ci provo il telecomando non funziona, oppure “si è verificato un errore irreversibile nel sistema, per risolvere il problema scarica il software mosocazzituoi.exe e fatti una pippa mentre aspetti che finisca”.
Insomma, tua madre è andata a inculandia, tuo padre a pesca, tua nonna e le sue amiche a fare ciò che le vecchie sanno fare meglio (lavorare a maglia e scoreggiare di tanto in tanto coprendo il rombo di tuono con un tattico colpo di tosse), perfino il coniglio ha smesso di tentare di suicidarsi per non disturbarti e tu, involtino di carne sudaticcia e lenzuola a microonde che fai?
Pensi.
E non pensi a quanto ti stai grattugiando le palle a letto, all’esame imminente, a qualsiasi cazzata che passerebbe per la testa dei comuni mortali.
No.
Pensi alla tua vita. Com’era, com’è e come sarà, o potrebbe essere. Al terreno dissestato che ti trovi intorno, una buca dietro l’altra, una distesa infinita di terra brulla e pietrisco, qua e là delle carcasse di sogni dimenticati o morti prima ancora di diventare una possibile realtà, e i corvi scrutano altezzosi dall’alto dei rami spogli sui cui stanno appollaiati, aspettando, bramando, di vedere la prossima vittima cadere nella polvere.
Ma, nascoste dietro le rocce, sporadiche chiazze d’erba crescono rigogliose.
Piccole, rare, preziose, deboli ma non tanto da soccombere all’arido paesaggio che vorrebbe estirparle perché stonano come un sorriso sul volto di un uomo che muore.
E per ogni singolo filo d’erba vale la pena di alzare la testa e trascinarsi avanti.
Ed è un grazie. A tutti.
A Eleonora, Giordano, Jacopo, Mattia, Marta, Giovanni, Ilaria, Carola, Edoardo, Stefano, Johnny, Fabio, Chiara, Marco, Alessandro, Matteo, Davide…tutti quelli che ho nel cuore e che sono l’acqua che farà di questo deserto uno splendido prato.

Un post positivo. Perché, che cazzo, è ora di guarire. Da tutto.
 
30 gennaio 2007
posted by l'artista at 4:57 PM | Permalink
ARTISTA CANTA AMORE
"...quando sento il peso d' essere sempre sola mi chiudo in casa e dipingo e dipingendo mi consolo, ma dentro di me sento che il grande amore esiste, amo senza peccato, amo ma sono triste...perchè Lui è bello, siamo così diversi, a parlargli non riesco: gli parlerò coi versi...
Non voglio rassegnarmi ad essere cattiva, tu solo puoi salvarmi, tu solo e te lo scrivo: dev'esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto. Non ridere, ti prego, di queste mie parole, io sono solo un' ombra e tu, cazzone, il sole..."

(libera rivisitazione di "Cirano", del grandissimo Guccini. Nessun cantautore è stato maltrattato durante l'operazione.)